nocino 2013

L'anno 2013 e' stato un anno strano, le noci sono maturate in pochissimo tempo e solo il tempismo nel provare se le noci andavano bene o no ha fatto in modo di creare un nocino all'altezza del nome che porta!!!

Quindi verso il la meta' del mese di giuno, tagliando la noce in mezzo e dividendola in 2 parti ho visto che era ancora presto per la raccolta, lasciato passare 2 giorni e riprovato se era il momento giusto, ho constatato che la noce tagliandola creava una membrava limpidi in mezzo e lasciava solo qualche goccia di succo cadere se la stringevi tra le dita.

Ecco questo e' il momento giusto per raccogliere le noci…

Ho raccolto la bellezza di 15 kg di noci, le ho tagliate, e messe subito a macerare con lo zucchero per alcuni giorni, dopo appunto qualche giorno  ho aggiunto l'alcool e lasciato al sole per ben 2 mesi.

Posso dire che a Natale ho sentito il gusto e mi ha lasciato in bocca un retrogusto di noce veramente buona, pensavo peggio, invece e' diventato buono.

Ora il mio nocino riposa in bottiglie di vetro e in botticelle di rovere, verso ottobre sara' pronto da bere e da degustare!!!

ciao

nocino barricato

Il nocino barricato e' un liquore molto diverso dal classico nocino, non lo si trova da nessuna parte se non dai piccoli "artigiani del nocino", infatti anche io ho messo in pratica questa piccola variante che il liquore puo' avere.

Ho sentito parecchie persone, interpellato anche persone che sono dei gran maestri di degustazione di questo preziosissimo liquore alle noci, alla fine anche io ho comprato 3 botticelle di rovere per barricare il Nocino.

Ma perche' il nocino e' diverso e spesso piu' buono quando si lascia almeno per un anno nelle botticelle?

Partiamo dal presupposto che il mio nocino e' fatto solo da Noci (mie), Alcool buongusto, e zucchero, quindi senza nessuna aggiunta di altre spezie, vino, marmellate, etc..etc..

Lasciato almeno 1 anno nelle botticelle di rovere il nocino Barricato assume  aromi di legno (rovere), lascia evaporare un po' l'alcool e diventa un nocino totalmente diverso dal nocino normale, consigliato specialmente a chi (come le donne) preferisce bere qualcosa di meno forte!!

Questo e' il mio Nocino Barricato!!

Nocino di produzione propria.

Il nocino di produzione propria inizia nell'estate del 2011, ho sentito in questi anni vari nocini e tanti che si potrebbero definire dei Buonissimi Amari, ma forse non dei veri Nocini. Mia mamma quando faceva il nocino ad esempio oltre alle nocino-alcool e zucchero metteva un po' di spezie, quali cannella e/o altro, altri mettono vino, oppure garofalo..insomma ognuno giustamente fa' in casa il nocino che piu' gli piace. Ad inizio 2011 io sono andato ad un corso presso la consorzio del nocino modenese a Vignola e in quel corso e mi hanno spiegato che in emilia il nocino e' un liquore che si presta molto al territorio e quindi per fare il vero nocino occorre Noci-Alcool buongusto e zucchero.

 

RICETTA DEL NOCINO
SECONDO L’ANTICA TRADIZIONE  DELL’ORDINE DEL NOCINO MODENESE

INGREDIENTI

1 litro di alcool 95° buon gusto

700-900 gr. di zucchero

1 Kg di noci  (33-35 noci circa a seconda della dimensione ma  sempre in numero dispari).

Le noci devono essere rigorosamente di provenienza locale e prive di qualsiasi trattamento. 

Esse inoltre devono essere, così come indica la tradizione, raccolte nel periodo a cavallo della festività di San Giovanni Battista. 

 La giusta consistenza della noce va valutata forandola con uno spillo e/o verificata visivamente spaccandola a metà con un coltello.

La mia birra artigianale

Nella primavera del 2013 ascoltando il Mastro Birraio Andrea, ho iniziato a produrre per puro vezzo, oltre al nocino,  la birra artigianale in casa, non avendo mai studiato da "piccolo chimico" subito non ero cosi sicuro della buona scelta fatta. Inizialmente consultandomi con Andrea mi sono fatto un'idea di come viene prodotta la birra in casa e cosi' pian piano leggendo anche su siti specializzati in internet, la mia paura e' andata via e cosi'  a fine primavera 2013 ho iniziato a produrre in casa della birra che sostanzialmente non e' male, anzi chi l'ha assaggiata ha detto che e' buona.

A differenza dell'aceto balsamico che occorrono gli sbalzi di temperatura, perche' l'aceto deve "lavorare" in estate e "riposare"  in inverno, la birra artigianale necessita di piu' stabilita' climatica e allora occorre evitare o quantomeno farne meno quando  c'e' troppo caldo o  troppo freddo perche' i BATTERI  LATTICI  possono "attaccare" la birra artigianale.

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I  batteri lattici sono microrganismi che creano acido lattico come principale prodotto della fermentazione dei carboidrati, producono quantità molto piccole di CO2, tollerano bene un’elevata acidità (alcune specie continuano a crescere fino a circa pH 3), fermentano fra i 15 e i 35°C e si sviluppano ottimamente anche con basse concentrazioni di ossigeno. L’azione dei batteri lattici è limitata da abbondanti luppolature e alte concentrazioni di alcol. Anche se normalmente i batteri lattici sono responsabili di difetti della birra, se correttamente utilizzati sono in grado di contenere o di escludere la presenza di altri microrganismi non desiderati. Oltre alla volontà quindi di replicare alcuni stili tradizionali l’abbassamento del pH nel mosto della birra comunque favorisce la stabilità del prodotto finale.

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Quando Γ¨ nata la birra?

Secondo i "Codici" del Re babilonese Hammurabi, vissuto nel XVIII secolo a.C., la birra sarebbe opera dei Sumeri che cinquemila anni or sono scoprirono il processo di maltizzazione dell’orzo, il cereale che questa popolazione coltivava in abbondanza nelle fertili vallate fra i fiumi Tigri ed Eufrate. Attraverso le fasi successive di macinazione, lievitazione, cottura, filtraggio e aromatizzazione, i Sumeri producevano il "se-bar-bi-sag" (bevanda che fa vedere chiaro), senza dubbio la progenitrice della birra.

Nell'antico Egitto, tremila anni prima della nascita di Cristo, si faceva una birra di cereali, chiamata "henqet", differente dalla birra sumerica per l’assenza del processo di maltizzazione. Gli antichi romani snobbavano il “vino d’orzo” a favore di quello d’uva, che però massacravano annacquandolo e aggiungendo miele e spezie. Diversamente, la birra era diffusa e apprezzata in Spagna, Francia, Britannia e Germania. Qui, durante il Medioevo, si perfezionò l'arte della birra e venne introdotto il recipiente di rame. Il punto di svolta che conduce dritto dritto alla produzione industriale di questa bevanda spumeggiante.

L'ingrediente principale della birra è l'orzo distico, che per poter essere utilizzato nella fermentazione deve prima

trasformarsi in alcol

L'orzo viene lasciato macerare in acqua per alcuni giorni fino alla germinazione: in questa fase si formano gli enzimi capaci di trasformare gli amidi in maltosio.

Succesivamente, si procede all'essicazione e alla tostatura che saranno effettuate a temperature diverse per ottenere le varie qualità di birra.

Per la "LAGER" si utilizza un'essiccazione delicata, mentre per le "ALE – BITTER – MILD" si essica il malto con una leggera tostatura.

Si utilizzano lieviti Saccharomyces Cervisiae, a fermentazione alta, che lavorano felicemente fra i 16°C e i 22°C, per produrre le birre inglesi (ALE – BITTER- STOUT); mentre i lieviti Saccharomyces Carlsbergensis, a bassa fermentazione, lavorano fra i 5°C e 10°C, e vengono usati per produrre le LAGER.

La birra, insieme al vino, è una delle più antiche bevande conosciute, infatti veniva prodotta anche dagli egizi.

La birra è composta da acqua, malto d'orzo e   luppolo
L'utilizzo del luppolo è antichissimo ma la pratica rigorosa di luppolare il mosto nasce nel XIII° secolo.

Una birra comune è composta all'incirca dal 95 % di acqua, dal 4,5% di alcol ed il resto da sali minerali.